URETRA BULBARE: PERINEOSTOMIA

L’intervento chirurgico denominato “perineostomia” consiste nel creare una apertura dell’uretra al disotto dello scroto, subito sopra l’orifizio anale, in modo che le urine fuoriescano da questa nuova apertura (figura 1) senza dover attraversare l’uretra per tutta la sua lunghezza (figura 2). Con questo intervento l’uretra maschile, che è lunga circa 12-18  cm, diventa corta come l’uretra femminile, solo 5-6 cm. Con questo intervento la vescica si svuota molto agevolmente dovendo spingere fuori le urine per un tratto più corto del normale.

L’intervento di perineostomia non interferisce minimamente con la continenza delle urine e non comporta assolutamente l’uso di pannolini assorbenti. Il paziente avverte normalmente lo stimolo ad urinare, solo che deve urinare in posizione seduta poiché le urine fuoriescono da sotto lo scroto e non dalla punta del pene. Questa apertura presente sotto lo scroto non è assolutamente visibile quando il paziente si spoglia e diventa tale solo quando viene sollevato lo scroto (figura 3).

L’intervento chirurgico denominato perineostomia è indicato fondamentalmente nei seguenti casi:

  • pazienti nei quali la stenosi uretrale è associata ad un tumore superficiale della vescica che richieda periodici controlli e trattamenti per via endoscopica trans-uretrale. Infatti, avendo un’ampia apertura sotto lo scroto ed un’uretra più corta del normale è molto agevole per l’urologo introdurre il cistoscopio ed effettuare una eventuale resezione della vescica, senza dover transitare attraverso l’uretra ristretta dalla stenosi. Inoltre, la cistoscopia, in queste condizioni, diventa assolutamente meno dolorosa e fastidiosa per il paziente.
  • pazienti nei quali la stenosi uretrale è associata ad una importante patologia vescicale quale: vescica neurologica, diverticoli vescicali, atonia vescicale che comportano problemi di incompleto svuotamento vescicale con elevato residuo post-minzionale. Infatti, essendo l’uretra diventata più corta di molti centimetri, la vescica deve espellere le urine per un tratto più breve diminuendo notevolmente la capacità contrattile richiesta.
  • pazienti già sottoposti, con esito negativo, a numerosi interventi per stenosi dell’uretra, nei quali un ulteriore intervento ricostruttivo in tempo unico potrebbe avere un’alta percentuale di fallimento nel tempo.
  • pazienti nei quali, per età o per gravi patologie associate alla stenosi uretrale, l’anestesista rileva un elevato rischio operatorio correlato con la durata e la complessità dell’intervento.
figura 1
figura 2
figura 3